Visualizzazione post con etichetta ringraziamenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ringraziamenti. Mostra tutti i post

mercoledì 23 giugno 2021

Krumiri di Oscar Pagani


 Della serie: "A volte ritornano!" Ebbene si, finalmente, dopo un lungo e buio periodo dovuto a congiunzioni astrali negative, ecco la luce. Non crediate mi sia girata i pollici, nel frattempo. Ho seguito diversi corsi online, ed uno, in particolare, in presenza con Oscar Pagani (un'intensa lezione di due giorni sul brunch); sono rimasta affascinata dalla sua bravura e dalla sua umiltà. 

Oscar Pagani è un Panettiere-Pasticcere che oltre ad avere un seguitissimo gruppo su fb tiene dei corsi sui lievitati; ha inoltre una "caffetteria-pasticceria-forneria" a Palazzolo sull'Oglio. Questa è una ricetta donata da lui al gruppo dei suoi fans di fb. Si tratta di una sua rivisitazione della ricetta originale nella quale ha utilizzato anche la farina di mais (fumetto). Beh, che dire...un successo!!!  Uno tira l'altro! 

Doveroso un ringraziamento ai padroni di casa: Rossana e Daniele, per la loro calorosa ospitalità e a Roberta Ressetta per la sua disponibilità. Questa ricetta non fa parte delle ricette fatte al corso, ma sono nei file del gruppo. Purtroppo quelle del corso non sono divulgabili.



mercoledì 29 luglio 2020

Tortine dolci alle zucchine per... A.B.C. Burlo


Avete mai sentito parlare di @A.B.C. Associazione Bambini Chirurgici del Burlo onlus?
Prima che mi contattassero, nemmeno io! Non disperate, vi do un paio di dettagli ...alla fine potreste trovare una sorpresa sfiziosa.

Che dire: questa  meravigliosa associazione nasce nel 2005 da un sentimento di riconoscenza di una coppia di genitori che, dopo aver avuto l’esperienza personale con il loro primogenito, a cui era stata diagnosticata una malformazione tumorale (già nella pancia della mamma). Dopo un lungo percorso di terapie chirurgiche presso il Burlo, è finalmente guarito.
In seguito alla loro esperienza questi due genitori hanno pensato di dare vita a questa associazione per supportare famiglie e bambini affetti da malformazioni trattabili chirurgicamente.

A.B.C. opera affinché altre famiglie possano trovare nell’associazione stessa e nell’ospedale Infantile “Burlo Garofalo” che li accoglie, la stessa solidarietà e l’aiuto necessari per affrontare serenamente l’ospedalizzazione e il futuro dei loro bambini.

Bello vero?

Quando sono stata contattata, non sapendone granché, sono andata subito ad informarmi e ho abbracciato ancora più velocemente questa iniziativa. Poi mi sono chiesta: come posso contribuire anche io alla divulgazione di questa splendida iniziativa? 💕
Pensiero: perché non farlo con una ricetta su misura?!😍
Da qui è nata l’idea di fare delle tortine alle zucchine: ricetta a base di zucchine...ma DOLCE! Quale modo migliore per invogliare i bambini a mangiare le verdure se non tentandoli con un dolcetto!! 😉
Curiosi?


giovedì 16 luglio 2020

Risotto con i cetrioli

Ho raccontato Qui  che spesso mi trovo con quintalate di ortaggi di ogni genere. Tra le zucchine, le melanzane e i pomodori, anche i cetrioli sono presenti in maniera massiccia. La memoria vola fino agli anni '80, quando la mia amica Giuliana mi trasmette questa ricetta; non nascondo che, inizialmente, rimasi stranita dalla particolarità di questo piatto; mai avevo sentito parlare, infatti, di un risotto ai cetrioli. Ora i palati si sono affinati e questa ricetta è una vera chicca.

Che dire, poi, delle proprietà di questo ortaggio?
Ricco d'acqua, depurativo, diuretico e adatto nelle diete ipocaloriche. E' inoltre impiegato nella cosmesi. Chi non ricorda i rimedi delle nostre nonne? Le fette di cetriolo sugli occhi come decongestionante o sulla pelle avendo anche proprietà emollienti.

Ma passiamo alla ricetta. Scegliamo dei cetrioli di misura media, sodi e con la buccia lucida (i miei avevano ancora il fiore appeso al picciolo).


venerdì 19 giugno 2020

Pane in cassetta dal "Panino di Tonino"


Durante il periodo di quarantena non ho fatto che pulire casa, impastare, infornare e, ogni tanto, pesarmi... per controllare i danni. Scherzi a parte, durante tutto questo periodo ho seguito assiduamente su Facebook i gruppi di panificatori e panificatrici. Nello specifico questo è il gruppo del Maestro Antonio Chiera. Il panino originale l'ho fatto più e più volte, ma l'impasto è talmente versatile che questa volta l'ho tramutato in pan bauletto. Et voilà!





lunedì 16 marzo 2020

Kranz


Il Virus ci ha relegato in casa per un tempo ancora indefinito. Allora scateniamo le nostre passioni; le mie sono tante, tra cui la cucina. Il rischio, alla fine di questo periodo, è quello di rotolare, anziché camminare. Tra le molteplici cose fatte ci sono questi deliziosi dolci.
I Kranz sono dei dolci di origine incerta; qualcuno dice siano di provenienza austroungarica, mentre altri danno la paternità ai pasticcieri lombardo-veneti. Incerta la provenienza ma certissima la bontà; chiedere al figlio per conferma! 😌😋. Sono composti da due impasti: pasta brioche e pasta sfoglia e tra una sfoglia e l'altra generose spennellate di confettura, uvetta e canditi.

Ho già raccontato della mia frequentazione nei gruppi di cucina su fb e in particolare nei gruppi di panificazione e pasticceria. Per la pasta brioche ho usato la ricetta dei krapfen che ho fatto più volte ma che non ho mai postato. E' arrivato il momento di farlo.


martedì 18 febbraio 2020

Pizza baciata di Bonci

Adoro Bonci, e chi mi vuol bene lo sa. A Natale mia sorella Marisa e mio cognato Claudio mi hanno regalato, non uno ma, due libri del mio adorato: "Pizza Hero" e "Il gioco della pizza". Avevo fatto più volte le sue pizze compresa la "baciata", che altro non è che due sfoglie sovrapposte, divise da un spennellata generosa di olio extravergine di oliva (buono mi raccomando). Ma seguire le sue ricette, dal suo libro, è un piacere impagabile.

 Premesso che Bonci non mi paga😊😏, si parte dalla materia prima di ottima qualità, che dietro ha una storia e dei volti con un'artigianalità unica. Possibilmente a chilometro zero ma, questa volta ho voluto farla romana, con un pizzico di Lombardia, Piemonte e Veneto (le regioni di produzione del taleggio) e una farina della mia regione: il Friuli Venezia Giulia. Farina di tipo 2, macinata a pietra, da grani friulani antichi selezionati, da un mulino della mia zona, tanto per rimanere nella materia prima di eccelsa qualità. 
Cercherò di spiegare questa pizza ma credetemi, seguire le sue mani (dal libro) e le sue immagini cambia tutto. Spiega benissimo cosa succede nella fase dell'impasto. Dal libro"Il gioco della pizza".


venerdì 7 febbraio 2020

Bignè fritti con crema

 Ogni anno, all'inizio del carnevale, la stessa solfa: "quest'anno non friggo!" Succede poi che passo vicino ad una pasticceria e i profumi che ne escono mi fanno venire voglia d'impastare...subito!. Anni fa, girando per il web, ho trovato questa ricetta che poi ho trascritto nel mio quaderno. Solo ora, dopo innumerevoli preparazioni nell'arco degli anni, mi sono decisa a postarla. In realtà avrei potuto farlo da tempo ma è sempre stato complicatissimo preservare i bignè per le foto...sparivano letteralmente sotto i miei occhi! Ah, dimenticavo: se qualcuno/a riconosce questa ricetta come sua me lo faccia sapere.


martedì 10 dicembre 2019

Plumcake agli agrumi del Maestro Chiera


Su Facebook sono iscritta a diversi gruppi di panificatori professionisti oltre che ai fan club degli stessi. In molti di questi gruppi, dove si respira la passione, ho imparato molte cose ma solo tre o quattro li frequento più assiduamente. Tra questi c'è Chiera Stile Fan Club del maestro Antonio Chiera. Che dire del suo plumcake agli agrumi? Dico solo che in pochi giorni ne ho fatti due e sono spariti in quattro e quattr'otto. Eh già. Inizialmente ha lasciato tutti un pò titubanti e poco esaltati da quello che, apparentemente, è un dolce fin troppo semplice e "banale". Una volta assaggiato, però, sono stata costretta ad "ammanettare" gli avventori, prima che finisse l'ultima briciola. Se avete degli agrumi biologici ve lo consiglio caldamente.


giovedì 10 ottobre 2019

Gnocchi burro alla salvia



Sento già voci chiedere:"ma che ricetta è?" Non lasciatevi ingannare dall'apparente banalità della ricetta. In realtà, questa, è una ricetta di una giovane chef con una grande esperienza alle spalle. A fine settembre, ho frequentato un corso sui risotti tenuto dalla chef Anna Barbina; una cuoca che, nonostante la giovane età, vanta un curriculum di tutto rispetto. Si è formata nelle cucine di chef  piuttosto illustri come Niko Romito e Antonia Klugmann. Da poco ha aperto "Ab Osteria Contemporanea" scegliendo  una location vicino casa propria, a Lavariano, in Friuli Venezia Giulia.

Così si descrive:

"La mia vita è stata un lungo corso di cucina. Ho iniziato fin da piccola a casa guardando i miei genitori e mia nonna tra i fornelli. Poi ho proseguito cercando di migliorare la mia tecnica avendo anche la fortuna di seguire alcuni tra i migliori cuochi in circolazione. Quello che mi piacerebbe condividere con voi è proprio questo: passione e conoscenza, che sono gli ingredienti principali di qualsiasi esperienza. 

Ma torniamo alla ricetta che con il risotto, a dire la verità, condivide solo il condimento: burro e salvia. Non un semplice e solito burro e salvia, però. Viene utilizzato un metodo che consente di conservare per più usi questo versatile e gustoso condimento. In questo contesto ho voluto sperimentare un accorgimento appreso da qualche parte (non ricordo dove) e devo ammettere che è perfettamente riuscito: aggiungere all'impasto un cucchiaio di grappa e solo un tuorlo . 


mercoledì 2 ottobre 2019

Biove delle "Simili"

Un pane che faccio spesso. E cosa dire delle sorelle Simili? Affermare che le adoro è riduttivo; possiedo tutti e tre i loro libri e le loro ricette sono sempre un successo. Non voglio aggiungere nulla... vorrei abbracciare fisicamente Valeria che ha perso la sua inseparabile gemella...ma lo faccio virtualmente.

Non è necessario programmarlo, poiché, essendo un impasto diretto, potete decidere di farlo anche all'ultimo momento. E' veloce da fare e può accompagnare l'intero menù.
Dal loro libro: "Pane e Roba dolce".

Ho cambiato pochissimo gli ingredienti e il tempo di preparazione; per il resto (la lavorazione) è tutto uguale.


giovedì 11 luglio 2019

Panzanella




Pur non essendo toscana adoro la panzanella. Devo confessare che ho iniziato a preparare piatti con il pane sciapo da quando un caro amico di mio figlio me l'ha fatto apprezzare. Questi, un maremmano docg (denominazione origine controllata garantita) che dopo aver esercitato per 40 anni la professione di chirurgo, si è dato ora, quasi a tempo pieno alle due delle sue innumerevoli passioni; la cucina e l'enologia. Si reca molto spesso a Massa Marittima suo paese natale e quando rientra in Friuli ricorda sempre di portarmi il pane; per questo motivo, ne ho sempre in congelatore.

La panzanella nasce come piatto di recupero e perciò povero. Viene attribuito ai contadini che recuperavano il pane secco bagnandolo con acqua e aceto unendo le verdure raccolte nei loro orti.
Questo, con la pappa al pomodoro e la ribollita, è uno dei piatti più conosciuti della Toscana. Il nome invece è incerto; si pensa provenga dal suo contenitore (la zuppiera) e il pane stesso. Insisto anche nel dire che per questo piatto il pane deve essere preferibilmente toscano, sciapo e secco.


venerdì 5 luglio 2019

Zucchine sottolio



Ho già raccontato del corso fatto alla scuola di cucina "La Cogarie"  con il metodo "Morandin" per sottòli, sottaceti, marmellate e confetture. Non nascondo che ho già iniziato a riempire la dispensa. In questo periodo si trovano le migliori verdure estive come zucchine, melanzane, peperoni ecc...
Ricordo che le conserve si facevano per necessità di avere le verdure estive anche nella stagione invernale; ora. a dire la verità, lo si fa per il piacere di averle perché, volendo, si trovano tutto l'anno anche se il sapore cambia completamente. Confesso che ho fatto delle varianti. Ho voluto provare a fare il sottovuoto anche nei sottòli, per quanto mi avevano caldamente sconsigliato. Mi dicevano che l'olio avrebbe cambiato colore e sapore. Ho voluto comunque provare (testarda di una testarda!) e il risultato è stato più che soddisfacente. Inizio lavando benissimo i vasetti, li lascio bagnati e li metto in forno a 100° per circa un'ora partendo da forno freddo e calcolando l'ora dalla raggiunta temperatura. Ora vi descrivo la ricetta e come ho fatto il sottovuoto.


venerdì 28 giugno 2019

La Cogarie




 "...Non si finisce mai d'imparare...", una frase che mi si addice perfettamente anche perchè sono sempre curiosa di conoscere cose nuove. Girovagando per il web mi sono imbattuta nella pubblicità di una delle tante scuole di cucina della mia città.: La Cogarie, che tradotto in italiano significa "il luogo dove sta la cuoca". Non so per quale motivo si è accesa una luce, forse feeling? Ho contattato subito Cinzia, la padrona di casa dell'associazione, frequentata da tanti appassionati di cucina, non necessariamente cuochi di professione. Mi ha descritto i corsi in programma, molti dei quali, purtroppo, per una serie di circostanze negative, non avrei potuto frequentare. Fortunatamente, però, nei giorni 8 e 9 giugno ero libera da impegni e, quindi, mi sono iscritta al corso di marmellate, confetture e sottoli con Francesca Morandin, per scoprire l'insuperabile "Metodo Morandin" che dona alle confetture e marmellate il sapore della frutta appena colta. 

Quando mio figlio e mia nuora hanno assaggiato la marmellata di arance con le zeste, hanno confermato che non c'è paragone con la solita marmellata. Assieme alla mamma di Francesca, la signora Rosi, abbiamo preparato dei deliziosi sottoli e sottaceti, antipasti con il tonno e ancora asparagi, peperoni, melanzane e, addirittura, il cavolo viola. Ad un certo punto è intervenuto anche il signor Rolando che, fuori corso, ci ha insegnato a preparare delle deliziose gelatine: mai mangiate così buone.

Vorrei tornare un passo indietro e raccontarvi del mio arrivo alla casa di Cinzia. Arrivo e mi trovo in posto da fiaba, una casa immersa nel verde alla periferia di Udine. Mi accoglie Cinzia, una sorridente e riccioluta giovane signora, calorosamente. Mi invita ad entrare nella sua casa, una casa dove sembra che il tempo si sia fermato.

Voglio anche precisare che con l'iscrizione ai corsi ci si associa automaticamente (la tessera costa 5 euro all'anno; un'inezia). Con la tessera si accede gratuitamente a delle serate a tema per scoprire un prodotto o anche una ricetta del territorio presentate da un produttore locale.


martedì 9 aprile 2019

"Il cuore delle donne" non batte solo per amore




 Il 24 marzo, a Cividale del Friuli, si è parlato di cuore, di donne e di prevenzione. Eh si, anche il cuore delle donne, come quello degli uomini, si ammala e molte sono le patologie che possono colpirlo. Presente al convegno il vice governatore del Friuli Venezia Giulia il dottor Riccardo Riccardi, la cardiologa Francesca Picco, il medico di medicina generale Patrizia D'Acierno e la dietista Mara Codardini in rappresentanza delle figure professionali che nel 2019 lavorano affinché la salute sia "a misura di donna". Bisogna abbandonare il pregiudizio che il cuore sia un organo solo "maschile". Gli ultimi dati disponibili del 2015 ci dicono che il 60% dei decessi per malattie cardiovascolari sono femminili. Rispetto all'uomo, la donne si ammalano con dieci anni di ritardo e quindi si può, e si deve, parlare di prevenzione. Un corretto stile di vita, un moderato esercizio fisico (camminare 30 minuti al giorno è l'ideale) e diminuire lo stress possono contribuire a mantenere il cuore della donna in salute. Purtroppo le patologie cardiovascolari sono quelle che incidono maggiormente dal punto di vista economico sulla sanità pubblica. Si stima che la prevenzione, soprattutto eliminando i comportamenti a rischio, potrebbero ridurre le patologie dell'80%, con conseguente riduzione dei costi. In Friuli Venezia Giulia, ad esempio, bisognerebbe investire per estendere lo screening "Cardio 50"  (uno screening che individua cinquantenni che, non sapendolo, possono avere dei fattori di rischio per malattie cardiovascolari). 

 Un congresso organizzato da "Soropmist Club Cividale del Friuli";  le conclusioni sono state fatte da Patrizia Salmoiraghi, presidente nazionale. 

Il Soroptimist International è un’associazione mondiale di donne di elevata qualificazione professionale. Le socie rappresentano categorie professionali diverse, favorendo così il dibattito interno e un’ampia e diversificata circolazione d’idee che permette la creazione di progetti e service efficaci.
Attraverso azioni concrete, promozione dei diritti umani, promozione del potenziale delle donne e sostegno all'avanzamento della condizione femminile, accettazione della diversità e creazione di opportunità per trasformare la vita delle donne attraverso la rete globale delle socie e la cooperazione internazionale.
Informazioni prese Qui

Al termine del convegno, le Lady Chef, sempre per parlare di cuore, di buon cuore, affiancate dalle donne del vino e di altri produttori, hanno allestito un buffet il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza. Lady Chef, è sinonimo non solo di ricette e cucina, ma sono anche dispensatrici di azioni concrete.


venerdì 15 marzo 2019

Zuppa di cipolle

 Sfogliando il libro di Artusi "La Scienza in cucina e l'Arte di mangiare bene" mi sono imbattuta nella ricetta numero 50: "Zuppa con le cipolle alla francese" e ho pensato di rifarla. Mentre leggevo la ricetta mi è tornata alla mente una versione che mia sorella Wilma (che per qualche mistero, in famiglia, viene chiamata Angelina) mi diede e che, già all'epoca, mi sembrava ottima. Come tutte le blogger credo, "colleziono" quintalate di foglietti e appunti, attaccati ovunque o svolazzanti liberi all'interno di altrettanti quaderni. Dopo qualche ora di ricerca l'ho finalmente trovata e, confrontandola con quella del suddetto libro, mi è sembrata migliore.
La zuppa di cipolle nasce come piatto povero, anche se ora viene servita nei ristoranti raffinati di Parigi. Si racconta sia nata in Francia, la soup à l'ognon, ma una storia che assomiglia ad una leggenda vuole che questo povero piatto sia nato invece nell'antica Roma. La plebe romana consumava questa pietanza per la relativa reperibilità dell'ingrediente principale: la cipolla, appunto. A dire la verità la mia zuppa non è così "povera" ma nemmeno molto sofisticata. Ah dimenticavo di dire che l'unico ingrediente di origine toscana che ho utilizzato è stato il pane, giunto direttamente dalla Maremma.


venerdì 22 febbraio 2019

Babà di Adriano

Ricordo con piacere quando i social network non esistevano ancora e frequentavo i blog amici per condividere le ricette. Devo ammettere che avevo delle simpatie e la convinzione che qualcuno fosse più bravo di un altro. Seguivo con passione i consigli di Adriano  per i lievitati (lo seguo tuttora). La prima volta che ho fatto i suoi babà era il lontano 2008. Avevo trovato gli stampini a Ischia. Rientrata a casa ho subito messo in pratica i consigli di Adriano. Poi il tempo è passato e addirittura avevo dimenticato in qualche posto quegli stampini; li ho ritrovati mettendo ordine nell'armadio delle "caccavelle" (non c'è blogger che non sappia cosa sono) e mi sono messa subito al lavoro. 

Ho dovuto fare qualche modifica per "l'evoluzione" dei miei ingredienti: uso uova biologiche (non tutte hanno la stessa grandezza e naturalmente non hanno lo stesso peso). Adriano consiglia 5 uova medie; le ho pesate e ne ho messe 6. Lui usa il lievito di birra fresco mentre io sono abituata ad usare quello secco e spiego il motivo: quello fresco non so mai come è stato conservato. La cottura: la prossima volta li cuocerò meno perché la "cupola" è risultata un po' secca e quindi ha avuto bisogno di un bagno ulteriore.


venerdì 18 gennaio 2019

Baccalà fritto su vellutata di fagiolina del Trasimeno


Vi avevo già raccontato della mia partecipazione al congresso delle Lady Chef ad Assisi in novembre. In quella occasione ho ricevuto in omaggio dei prodotti tradizionali della zona, tra cui la "fagiolina del Trasimeno", un presidio Slow Food. Un seme piccolo, quasi quanto un chicco di riso e con molte proprietà nutritive. Una coltivazione molto diffusa negli anni cinquanta, andata persa e dimenticata a causa della lunga maturazione che la caratterizza e per la faticosa raccolta (ancora a mano) frammentata nel tempo. Visto la ridottissima produzione, ritengo un privilegio aver potuto assaporare questa delizia.
La cottura della fagiolina, date le sue piccole dimensioni, è in realtà semplice e non necessita dell'ammollo; è sufficiente lessarla in abbondante acqua per 45 minuti circa. Oltre ad essere adatta per le zuppe o per deliziose e gustose bruschette, si abbina benissimo al pesce.

Che dire del baccalà: un pesce che in passato era considerato un alimento per poveri. Un alimento che mi riporta indietro nel tempo, quando a casa mia era quasi d'obbligo mangiarlo il venerdì. Negli anni è stato rivalutato e quello fritto fa parte di piatti tradizionali del centro e sud Italia.
In Friuli e in Veneto viene chiamato baccalà quello che invece sarebbe lo stoccafisso. Il baccalà e lo stoccafisso sono lo stesso pesce, cioè il merluzzo, il nome viene dato dal tipo di conservazione: il baccalà è merluzzo sotto sale, lo stoccafisso è lo stesso pesce battuto ed essiccato. Tutti e due vanno ammollati. Solitamente, acquisto lo stoccafisso già ammollato; questa volta invece ho trovato già dissalato il baccalà che per questa ricetta è ideale.

Per questa ricetta oltre alla classica pastella con il lievito di birra, ho usato il panko: un pangrattato ricavato da un pane bianco giapponese. Questo pangrattato dona leggerezza ai fritti perché ingloba aria e così gonfiando fa scivolare i grassi.


martedì 27 novembre 2018

Assisi 2018


Il 5 e il 6 novembre ad Assisi si è svolto il congresso nazionale annuale delle Lady Chef; evento al quale, e lo dico con grande orgoglio, ho partecipato per la prima volta, grazie alle mie referenti: Marinella Ferigo presidente regionale della F.I.C per il Friuli Venezia Giulia e Lorena De Sabata responsabile delle Lady Chef di Udine. Nella giornata del 5 è iniziato il meeting all'insegna di importanti tematiche. La partecipazione di tante chef mi ha fatto capire quanto sia importante l'aggregazione.

Lady Chef, è sinonimo non solo di ricette e cucina, ma sono anche dispensatrici di azioni concrete. Non ultimo, stanno sostenendo un progetto importante con l'associazione A.I.D.O.S, per aiutare le donne dell'Etiopia ad emanciparsi ed aiutarle a promuovere le micro imprese; lo fanno con corsi di formazione e con sostegni psicologici di gruppo e, manco a dirlo, si contano già storie di successo.

 La giornata si è conclusa con una tavola rotonda dedicata al ruolo della donna nella cucina professionale e con la cena di gala.




Le Chef si sono confrontate raccontando le loro storie professionali e personali. Storie avvincenti di donne forti e positive. Vorrei farvi conoscere virtualmente due donne che con grande passione e instancabile dedizione hanno cercato di realizzare i propri sogni.

Marinella Ferigo: Presidente dell'Unione cuochi del Friuli Venezia Giulia, gestisce da molti anni il ristorante "Ai Celti" a Gemona Del Friuli. Il suo sogno e impegno è quello di vedere le future generazioni di cuochi realizzarsi, dispensando loro saggi consigli.
Anche nel suo ristorante si circonda di giovani cuochi e ultimamente con il giovane chef Davide Patat, medaglia di bronzo a Rimini, ha inventato un raviolo:  i Cjapiei di San Marc

Lorena De Sabata : coordinatrice delle Lady Chef di Udine, è una giovane donna che con grinta e caparbietà si è fatta avanti nel mondo della ristorazione. Un suo grande progetto è quello d'insegnare ai bambini il rispetto e l'amore per il cibo, mentre un suo grande sogno sarebbe quello di insegnarlo anche agli adulti, che lei, purtroppo, considera un'utopia.



mercoledì 14 novembre 2018

Vini e sapori di Castelnuovo Berardenga




Raccontare questo blog tour non è facile. Il motivo è semplice: abbiamo visitato alcuni luoghi per i quali è difficile trovare degli aggettivi adeguati. Siamo nella zona del Chianti Classico della Berardenga e precisamente, nel comune di Castelnuovo Berardenga; la sua vicinanza a Siena fa si che il vino sia considerato il "Chianti Classico più senese". L'associazione del Classico Berardenga unisce 28 viticoltori. Questi produttori si sono riuniti per dare voce al loro territorio e ai loro vini.
Voglio iniziare raccontandovi di due donne fantastiche (inizio e fine tour). Due donne con due storie diverse ma entrambe affascinanti.

Nella prima azienda visitata, la Fattoria di Petroioabbiamo incontrato la signora Lenzi; un'americana che non poteva essere più toscana di così.


giovedì 1 marzo 2018

Crostata di mele rivisitata

Oggi il mio blog compie nove anni e lo voglio festeggiare con questo dolce che ha inaugurato il nuovo progetto di "D La Repubblica".
Un appuntamento mensile dove esploreremo le, da tutti tanto amate, crostate. Preparazione antica, nata dolce a Venezia dopo l'anno mille, quando le navi della Serenissima cominciarono a importare in laguna lo zucchero dall'Oriente. Dal mio ricettario un po' stropicciato e profumato di vaniglia usciranno le tante ricette di crostate, dolci e salate, che ho preparato mille e mille volte, per la gioia dei miei figli e nipoti, ma anche di mio marito, mio fedele e imparziale assaggiatore da molti anni. Sono una nonna e quindi per questo primo appuntamento vorrei portarvi, come faccio sempre con i miei nipoti, nel mondo incantato delle favole. Per un attimo provate a chiudere gli occhi insieme a me. Siamo in una piccola casa nel bosco; una giovane fanciulla con un candido grembiulino bianco, sta diligentemente miscelando burro, zucchero, uova e farina. Vuole fare una crostata per i suoi 7 piccoli ometti che stanno lavorando nella miniera di pietre preziose. All'improvviso...toc, toc! qualcuno bussa alla porta. E' una vecchia signora vestita di nero con un cestino di mele rosse e succose, proprio l'ingrediente giusto per completare la crostata... La favola va avanti così, la conosciamo un po' tutti; la ricetta, che mi piace pensare stesse preparando Biancaneve, forse no, e allora eccola con un mio tocco personale. Spero vi piaccia.