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domenica 13 gennaio 2019

(Doughnut) Ciambelle di zucca, noci e tofu... Per quanti modi di fare e rifare



Solitamente non seguo le ricette così, come vengono proposte, modifico sempre qualcosa. Questa volta, al contrario, non conoscendo la ricetta, ho seguito passo passo quello che suggeriva la cuochina. Con Anna e Ornella, come prima condivisione dell'anno, siamo andate in Giappone. Questi doughnut (potrei chiamarle frittelle o meglio ancora castagnole) sono dei dolcetti vegani, senza zucchero all'interno; tutta la dolcezza che offrono viene semplicemente dalla zucca, la sofficità dal kinugoshi tofu (tofu seta) e sono perfetti per chi non ama troppo il dolce. Una frittella soffice a struttura umida.

Il kinugoshi tōfu, conosciuto all'estero come "tōfu seta", è una varietà del tofu fresco che si estrae dalla cagliata (per altre notizie, vedere Wikipedia). In mancanza di questo, si può usare il normale tofu vellutato facendolo sgocciolare con sopra un peso per un paio d'ore, ed infine asciugandolo con una salvietta.
Comunque non è stato difficile trovarlo nei negozi che vendono prodotti bio.


domenica 14 dicembre 2014

Panforte...ovvero Torta di miele e frutta secca... Per quanti modi di fare e rifare



Siamo giunti all'ultimo incontro dell'anno. Nella cucina di Donatella siamo riuniti con la cuochina e le sue ideatrici Anna e Ornella per cucinare il panforte di casa sua. La cucina espande profumo di spezie: cannella e chiodi di garofano. Si sente profumo di Natale. Per mancanza di certi ingredienti e per eccesso di altri, ho modificato leggermente la ricetta.



venerdì 6 dicembre 2013

Quanti modi di fare e rifare il Pampapato di Ferrara


http://quantimodidifareerifare.blogspot.it/
Questa volta ero molto indecisa se aderire all'iniziativa della cuochina e delle sue ideatrici Anna e Ornella.
Ero indecisa perchè mi sembrava una ricetta complicata, piuttosto ardua; invece, dopo essere andata più e più volte da Je Ale , mi sono resa conto della semplicità del "Pampapato". Oltre alla complicazione anche il nome Pampe(a)pato mi aveva fuorviato. Un dolce con il pepe? Giammai. Invece il pepe non c'entra per nulla; il nome, si dice, sia riferito al Papa e, a questo punto, faccio copia e incolla della descrizione di Ale.
Che c'entra il Papa? Ma è "colpa " sua se ha preso nome e forma in questo modo: il Ducato estense da sempre è stato legato alla Santa Sede Vaticana ed allo Stato Pontificio, per cui i prelati avevano una sede pressochè fissa in città.. e nei conventi i frati e le monache producevano prelibatezze assolute, a loro arrivavano spezie e prodotti da ogni parte del mondo conosciuto.
Nel 1600 appare anche il "pampepato", grazie alle monache del Corpus Domini
, meglio grazie ad una monaca in particolare (ora il nome mi sfugge) che non era proprio l'ufficiale della cucina. di 210 g
Un racconto narra di un giorno in cui la delegazione papale, con il Papa in testa, si fermò nel convento, ma essendo un periodo particolare dell'anno le suore avevano avuto il compito di preparare una cena diversa dal solito. La monaca in questione non sapeva da che parte girare, non avendo neppure il tempo di cucinare nuovi dolci si diresse in dispensa dove un impasto speziato (ma senza pepe) attendeva d'esser mangiato.. erano rimasugli forse, di vari dolci... farina, cedri, arance candite, frutta secca, zucchero... dimenticati nel forno del convento alla fine della giornata precedente. Non sapendo cosa fare lo coprì completamente con un nuovo frutto poco conosciuto..una colata di cacao. Una "rivisitazione sacra" che trae origine ancora più in profondità nella storia della culinaria ferrarese, grazie al celebre Cristoforo da Messisbugo, maestro di Culinaria della corte Estense del '400.Questo dolce ebbe così tanto successo che la delegazione ecclesiastica ne chiese altri per i giorni successivi... La monaca allora diede una forma a "cupola", a rappresentare gli zuccotti dei prelati.
Nacque il pane del Papa, da quel momento diventato piatto forte della cucina tradizionale ferrarese.

Visto che la sua ricetta è gluten free e la mia è adatta ai "glutinosi" e ad una amica vegana, metto i miei ingredienti e il suo procedimento, per l'originale Qui.



lunedì 27 maggio 2013

Simil kinder delice vegana


Da quando ho visto su fb questa ricetta non mi sono data pace finchè non l'ho provata. L'aveva postata Cristina e subito è scattata la molla. Devo dire che l'ho già fatta più volte, "naturalmente" con qualche modifica, ma non sono mai riuscita a fotografarla. Questa volta me lo sono imposta, perchè volevo partecipare alla raccolta di Sandra e Annaferna. Lo so, la raccolta sta finendo, ma, com'è ormai d'abitudine, ce la faccio sempre sul filo di lana...:-).. Una raccolta secondo me, molto interessante e salutare; fare i dolci con l'olio extravergine d'oliva.