giovedì 9 agosto 2018

Panini per hamburger 2

Volevo provare una nuova versione dei panini per hamburger, così, sfidando il caldo torrido di questi giorni, mi sono messa sotto. Come posso non accontentare i miei nipoti che adorano questi panini morbidi, anche se in realtà sono diventati nipotoni che amano ancora il fast food. Solitamente questi panini non mancano mai nel mio congelatore, tranne questa volta, quando mi telefona mio nipote per organizzare una hamburgerata; che fare? Mettersi subito al lavoro!


mercoledì 1 agosto 2018

Crostata all'olio con finferli



 L'idea di questa crostata mi è venuta dal fruttivendolo; proprio così...alla vista di funghi finferli freschissimi. Mi è ritornato alla mente un "chicken and mushroom pie" mangiato a Bristol a casa di una delle mie sorelle maggiori. Naturalmente, per ovvi motivi (familiari vegetariani), ho dovuto omettere il pollo.

Della famiglia delle agaricacee, il suo nome latino è Cantharellus cibarius. È noto anche come gallinaccio, galletto o garritola. È un fungo commestibile, ricercato ed apprezzato ovunque. Un tempo era assai diffuso nei nostri boschi, ma a causa dell'inquinamento è diventato un po' più raro. Predilige i boschi di abeti, dove cresce a gruppi tra il muschio, nel periodo compreso tra la primavera e l'autunno. Insieme al porcino è uno dei funghi più amati perché si presta ad essere preparato in mille ricette. Il finferlo ha un caratteristico profumo di frutta fresca, come prugna, pesca o albicocca. Il sapore è dolciastro. Il colore del suo cappello è giallo, più o meno intenso, che tira al rosso una volta che è stato toccato. Il colore può variare anche a seconda della quantità di pioggia e dal tasso di umidità dell'habitat. Il cappello è a forma di imbuto pieno, irregolare, con margine frastagliato, lobato largo fino a 12 cm.; la superficie superiore è liscia, lucida e di un bel colore giallo vivace ( può essere anche bianca nel caso di finferli di faggeta).
Cresce da giugno fino a ottobre, sia nei boschi di conifere che latifoglie; abbondante nei periodi umidi dopo piogge prolungate. Cresce dal livello del mare fino ai 2000 m. di altezza.

Tratto da: https://www.alimentipedia.it/finferli.html


mercoledì 25 luglio 2018

Paccheri in potacchio



Questa è una ricetta del "ricordo" e testimonia la mia passione per i primi piatti.

Un'estate a San Benedetto del Tronto, oltre a molte altre specialità  ho potuto degustare la coda di rospo (o rana pescatrice) in "potacchio" che ho rivisitato unendola alla pasta, questa volta ho scelto dei paccheri.

San Benedetto del Tronto, comune della provincia di Ascoli Piceno, si trova lungo la costa Adriatica delle Marche. Una zona turistica di eccellenza e un importante centro di pesca.
Il "potacchio" prende il nome dalla pentola in cui viene cotta la preparazione. Essenziali per le preparazioni in "potacchio" sono: il rosmarino e l'aglio. La cucina marchigiana risente delle "contaminazioni" di diverse regioni: la Romagna, il Lazio, l'Umbria e l'Abruzzo.


domenica 8 luglio 2018

Fregola con... Per quanti modi di fare e rifare




Il tempo corre veloce; siamo così arrivati all'ultima puntata prima delle vacanze. Ritorneremo a settembre con la cuochina, Anna e Ornella per proporvi nuove sfiziose ricette. Come avrete notato, quest'anno abbiamo realizzato tutti primi piatti delle regioni della nostra magnifica Italia. Questa puntata, nello specifico, è dedicata alla Sardegna con una pasta tipica di questa regione: la fregola, o più correttamente fregula, nella lingua sarda.
Una pasta simile al cous cous visto che ha la forma di piccole palline e fatta con farina di grano duro e acqua. Viene lavorata a mano su un piatto largo e fondo e con uno sfregamento delle mani si ottengono delle palline, appunto, molto simili al cous cous. Vengono lasciate asciugare e poi tostate al forno.
La ricetta da condividere, confesso, sarebbe stata diversa ma devo ammettere che non amo cucinare e mangiare frutti di mare.
Mi piace raccontare questo aneddoto che ricorda il mio viaggio in Sardegna, precisamente a Villasimius. Quando partiamo per le vacanze devo stare attenta a come riempio la valigia, specialmente se si parte con l'aereo. Mio marito mi tormenta: "stai attenta al peso, altrimenti lasci i vestiti in albergo". Al ritorno, le valigie sono stracolme di cibo. Quando siamo andati in Sardegna, al ritorno, quasi perdevamo l'aereo per sistemare le cibarie nelle giuste borse. Abbiamo portato delle cose buonissime, tra cui la fregola


lunedì 2 luglio 2018

Grissini con farina di farro


Durante l'ultimo corso a cui ho partecipato indetto dall'"Associazione Cuochi di Udine" (di cui faccio parte)  tenuto dal maestro panificatore Cragnolini, tra le tante preparazioni sfiziose c'erano anche i grissini. Naturalmente poi, ho fatto le mie modifiche. La mia amica Maria Teresa mi aveva omaggiato della sua farina di farro, coltivato nel suo terreno in Molise e macinato a pietra; ho subito pensato di utilizzarla per questi grissini. Confesso di non aver impiegato questa farina "in purezza" ma l'ho lavorata insieme ad una farina di grano tenero di tipo 1 e di tipo 0, anch'esse macinate a pietra.

Il farro è un cereale antico e molto resistente, adatto anche ai terreni poveri. La farina è ottenuta con la macinazione delle cariossidi dei tre tipi di farro. E' un cereale che non necessita di concimi chimici in quanto molto resistente. Il farro essendo  ricco di fibre è particolarmente adatto ad una buona funzione intestinale. La sua farina è più digeribile dalla farina di frumento pur non essendo adatta ai celiaci contenendo il glutine.



*Il farro era il cereale più utilizzato nell’antica Roma, fino alla comparsa dei frumenti, grano tenero e duro, più produttivi e facilmente coltivabili. Inoltre i chicchi del grano erano liberabili dalla pula con semplice battitura, a differenza del farro, che necessitava di essere abbrustolito prima della macinazione.Esistono tre tipi di farro: monococco, dicocco e spelta. Il monococco, o farro piccolo, ancora coltivato in nord Europa ed ora anche in Italia, e noto col nome di einkorn, è il più antico antenato del grano, ed era proprio il farro più utilizzato nell’era repubblicana.Nello specifico si tratta di farro dicocco semintegrale; la granulometria è simile alla semola; al gusto sentori di nocciola e castagna.
*Notizie tratte dal blog di Maria Teresa


venerdì 29 giugno 2018

Spaghetti alla calabrese


 Da giorni, non ne capisco il motivo, penso alla Calabria
Una regione, questa, che purtroppo non ho mai visitato, e conosciuto solo tramite i libri di scuola e traendo notizie da internet; sicuramente ovvierò a questa lacuna. So per certo, però, che i primi piatti calabresi sono sempre molto piccanti e questo, piace molto alla mia famiglia. Girando per il web ho trovato ricette molto interessanti ma una in particolare si è impressa nella mia mente: gli spaghetti con l'uovo fritto.

Naturalmente, come tutte le ricette tradizionali, si differenziano in piccoli particolari: ogni paese ha la sua ricetta (per non dire che ogni famiglia) ha la sua. Un primo piatto molto semplice ma, come tutte le ricette che appaiono semplici devono avere come materia prima ingredienti di alta qualità, come lo sono i prodotti che ho usato.


lunedì 25 giugno 2018

Crostata con crema di caprino


Più volte ho parlato del mercato rionale, dalle mie parti, allestito in un meraviglioso parco. Un mercatino di produttori a chilometro zero. Si trovano verdure, frutta, formaggi e carni. Insomma un po' di tutto, dal produttore al consumatore.

In questa occasione mi fermo davanti alla bancarella di formaggi ovini, dal mio fornitore virtuoso preferito. Scorgo dei caprini freschissimi e subito mi torna alla mente il corso di pasticceria fatto lunedì scorso con l'Associazione Cuochi di Udine. Come sempre, anche in questo caso, però, stravolgo la ricetta secondo i miei gusti e le mie esigenze.


venerdì 15 giugno 2018

Peperoni ripieni di burghul e ratatouille



Nella mia città, all'interno di un meraviglioso parco, il sabato c'e un mercato dove i produttori di verdura, frutta, carni, vini vendono i loro prodotti; tutti naturalmente a chilometro zero. Tra questi, un produttore di verdura, in particolare, alle 12 in punto mette in vendita tutta la verdura da lui esposta ad un euro al chilo. Naturalmente poni tutto in una borsa che porti da casa; niente plastica. Sabato scorso mi sono ritrovata con suddetta borsa zeppa di verdura: melanzane, pomodori, zucchine, fagiolini e peperoni. La mia mente già elaborava la ricetta. Ho preparato una ratatouille che non ho utilizzato interamente per il ripieno.


domenica 10 giugno 2018

Pasta a la Norma... Per quanti modi di fare e rifare



Questo mese, la cuochina con Anna e Ornella ci porta in Sicilia per la condivisione della pasta alla Norma. Ricetta che nasce a Catania, dove viene chiamata "pasta ca' Norma", per valicare poi i confini cittadini. e diventare un simbolo della cucina siciliana. La versione più accreditata vuole che il nome venga dato dal commediografo Nino Martoglio che, dopo aver mangiato questa delizia disse estasiato: "chista è na vera Norma" riferendosi all'opera omonima del compositore Bellini.

 La tradizione vuole i maccheroni come tipo di pasta anche se qualcuno preferisce gli spaghetti. Gli altri ingredienti sono: pomodoro (preferibilmente fresco), melanzane, categoricamente fritte (non importa se a fette o a cubetti), ricotta salata di pecora e basilico. Un piatto tipicamente estivo, con pochi ingredienti e per questo ancora più importante è la loro qualità. L'usanza vorrebbe le melanzane lasciate a fette ma, per agevolare i commensali, io le ho inserite nel sugo, a cubetti, lasciando qualche fetta per l'impiattamento.


lunedì 4 giugno 2018

Buchteln con farro



Una ricetta nata da una serie di congiunzioni astrali: il libro "La pasta madre" che mia nuora mi ha regalato a Natale (anche se la mia, di pasta madre, è defunta lo scorso anno), la farina di farro con la quale la mia amica  molisana mi ha omaggiato e infine la farina "Flor di Lune" del Molino Moras donatami per la mia presenza in giuria durante il loro primo contest online sui lievitati e dolci.
Ho voluto farne una mia versione, di queste brioscine, prendendo appunto spunto dal libro.
I buchteln non sono che focaccine di pasta lievitata farcite, solitamente, con composta di prugne.

Dolcetti provenienti dalla Boemia ma molto conosciuti in Austria, in Ungheria e anche in Italia, in modo particolare nella zona di Trieste e nel Trentino Alto Adige. Ho farcito queste brioscine con confettura di ciliegie home made mescolata a una crema di nocciole.

Volevo anche descrivere le farine meravigliose usate.

Il farro era il cereale più utilizzato nell’antica Roma, fino alla comparsa dei frumenti, grano tenero e duro, più produttivi e facilmente coltivabili. Inoltre i chicchi del grano erano liberabili dalla pula con semplice battitura, a differenza del farro, che necessitava di essere abbrustolito prima della macinazione.
Esistono tre tipi di farro: monococco, dicocco e spelta. Il monococco, o farro piccolo, ancora coltivato in nord Europa ed ora anche in Italia, e noto col nome di einkorn, è il più antico antenato del grano, ed era proprio il farro più utilizzato nell’era repubblicana.

Nello specifico si tratta di farro dicocco semintegrale; la granulometria è simile alla semola; al gusto sentori di nocciola e castagna.
*Notizie tratte dal blog di Maria Teresa

Farina tipo 0 risultato del progetto di filiera a km 0 “Coltiviamo il pane del futuro” nato nel 2014.
Flôr di Lune’ - ‘Fiore della luna’ perché ottenuta dalla macinazione artigianale di grano proveniente da una produzione agricola che va a braccetto con la natura, rispettando i ritmi della Terra e delle fasi lunari.
*Notizie tratte dal sito Moras


lunedì 28 maggio 2018

Bucatini con pomodori gratinati

 Anni fa sono stata nel Salento. Che dire di questa meravigliosa terra, delle suggestive e magiche musiche; dei suoi riti tradizionali, come la pizzica e la danza delle spade. Un vero innamoramento da parte mia visitando Lecce: un museo all'aperto; in ogni angolo si possono ammirare decorazioni e architetture barocche. Come posso dimenticare la sua cucina soprattutto di pesce, visto che la Puglia ha oltre 800 chilometri di coste. Il Salento inoltre è ricco di di olivi e vitigni. La Puglia, un tempo, era nota per i vini da taglio, per la loro alta gradazione e venivano usati soprattutto al nord, Ora la qualità del vino pugliese è tale che merita ricordare gli ottimi rosati soprattutto salentini.

Ho abbinato questi bucatini a dei pomodorini gratinati.  I salentini, con questi pomodori, che loro chiamano "arraganati", condiscono le orecchiette, ma vi assicuro che anche con i bucatini risultano eccellenti. Arraganati in pugliese significa gratinati con erbe miste, possibilmente tra queste ci sia l'origano. Quest'anno le mie piante aromatiche sono splendide e perciò ho pensato a questo  condimento che avevo appunto mangiato nel Salento. La mia gratinatura è un po' diversa; da anni ho imparato a farla nella padella antiaderente e vi assicuro un metodo veloce e molto efficace.


venerdì 25 maggio 2018

Filetti di branzino




Solitamente in pescheria si trovano spigole di allevamento; la mia fortuna è stata quella di trovarle pescate in mare aperto.
La spigola, o branzino, è un pesce predatore molto diffuso nel Mar Mediterraneo, oltre che nell'Atlantico nord orientale. Si nutre principalmente di pesce azzurro e molluschi. E' consentito pescarlo tutti i mesi dell'anno.Un pesce magro, indicato soprattutto a chi segue una dieta a regime ipocalorico. E' inoltre ricco di omega 3, di fosforo e di acido folico. 

Abitualmente preparo i filetti da me, ma è possibile farveli preparare dal pescivendolo. 
Lo preparo in modo semplice per far esaltare la sua delicatezza e salubrità.


lunedì 21 maggio 2018

Crostata cioccolato e mirtilli


Molte volte penso e ripenso a quale crostata poter fare (il dolce più amato in famiglia). Chiedo consiglio ai miei figli e la risposta è unanime: la semplicità (una crostata con la confettura). Certo, discreta, si, ma posso farla semplice? Se non mi complico la vita non sono contenta. Allora scelgo lo stampo più complicato e una confettura home made. 

Assieme a mio marito faccio spesso gite in Austria (la mia regione è confinante); lungo il tragitto c'è un'azienda che coltiva i mirtilli neri e rossi, biologici. La simpatica peculiarità di questa azienda è rappresentata dal fatto che ti forniscono di cestino lasciandoti la libertà di raccogliere i frutti scegliendoli autonomamente. Naturalmente questa faticaccia viene ricompensata da una confettura strepitosa. Rivisito una semplice frolla. Il risultato? tale torta non ha conosciuto la sera. La confettura potrebbe anche essere di albicocche, un frutto che ama il cioccolato.


domenica 13 maggio 2018

Tiella di riso, patate e... Per Quanti modi di fare e rifare



Ero indecisa se partecipare o meno alla consueta condivisione della ricetta ideata dalla cuochina, Anna e Ornella. Le motivazioni delle mie perplessità sono in realtà molteplici; non starò qui ad elencarle tutte per non tediarvi, ma una è stata determinante: avere figli e nuora vegetariani. Mi ricordo poi di una tiella vegetariana fatta alla fine stagione delle verdure estive. Amo la stagionalità dei prodotti e con l'avvicinarsi dell'estate ho pensato che fosse il caso di rispolverarla. Una ricetta vegetariana si, ma che nulla ha da invidiare alla classica tiella pugliese con le cozze.

Pochi dubbi: sono stati i Borboni ad insegnare il piacere di questo piatto ai cittadini del capoluogo pugliese, con diverse varianti a seconda dei gusti.
Spagna e Italia unite dal riso
Un nome e un profumo inconfondibile.
Anche la tiella, proprio come la paella, deve il suo nome al tegame in cui viene fatta cuocere (in dialetto barese “tied”, letteralmente “teglia”). Tegame che secondo la tradizione dev'essere di terracotta, alto e di forma circolare. Quando il forno in casa era un lusso, non c’era domenica mattina senza padri di famiglia in giro per Bari con teglie allestite a casa e cucinate in piccole botteghe col forno a legna, dedite proprio a questo romantico lavoro: regalarsi un pranzo di riposo con il piatto locale per eccellenza era una grandissima soddisfazione. Meno male che i regnanti dei Borboni hanno voluto regalare questo lusso ai propri sudditi, attenti nel tramandarlo di generazione in generazione.


lunedì 7 maggio 2018

Polpettone ripieno



In famiglia non siamo grandi consumatori di carne ma, nelle occasioni in cui la mangiamo, optiamo preferibilmente per la carne bianca. Più volte ho raccontato del mercato a chilometro zero situato in un magnifico parco della mia città. Sabato scorso, esplorando proprio questo mercato, mi sono imbattuta in una bancarella gestita da un allevatore di tacchini; aveva della fesa freschissima. La compro, arrivo a casa e mi blocco al pensiero di escogitare una ricetta, vista l'inesperienza maturata nell'utilizzo delle carni. Faccio un giro per il web e, su come fare il polpettone trovo una risposta che mi soddisfa e mi incuriosisce. Nella stessa pagina apprendo un metodo di chiusura del polpettone.


Lavoro poi di fantasia e preparo una ricetta svuota frigo. Da una precedente preparazione mi erano avanzate delle fette di Mortadella Bologna  IGP (indicazione geografica protetta); un tempo demonizzata perché considerata grassa, ora non è più così; sappiamo, infatti, che le carni vengono attentamente selezionate dal "Consorzio Mortadella Bologna". Mi soffermo su questo salume perché solo a parlarne riesco a percepirne il suo profumo. Buona da sola, in un panino o nella pizza bianca.Un salume dalle antichissime origini, tanto che nel Museo archeologico di Bologna, su due stele, vengono raffigurati un pestello con mortaio su di una e un  guardiano che porta al pascolo i porci sull'altra. Incerta è però l'origine del termine; in tempi molto antichi al posto del prezioso pepe veniva utilizzato il mirto e la seconda ipotesi accredita questo nome al mortaio in cui veniva tritata la carne. Ritornando al mio frigo, scorgo degli spinacini cotti e l'immancabile Montasio stagionato 36 mesi. Il formaggio Montasio e un prodotto tipico friulano DOP e prende il nome dall'Altipiano Montasio. Un formaggio a pasta cotta, ottenuto da latte bovino prodotto nelle zone di produzione : Friuli Venezia Giulia e Veneto. La stagionatura è varia: da un mese fino a due viene classificato come fresco, per diventare poi "mezzano" oltre 4 mesi di stagionatura e via via, stagionato oltre i 10 mesi e stravecchio oltre i 18 mesi; il mio nello specifico ne aveva 36 di mesi.


giovedì 26 aprile 2018

Penne con baccalà e peperoni cruschi

Quando intrapresi l'avventura del blog, il desiderio più grande era quello di conoscere, esplorare e condividere le ricette di tutte le regioni d'Italia. Questo piatto, ad esempio, unisce diverse zone della Basilicata, ognuna delle quali si differenzia per l'influenza delle altre regioni confinanti. Il baccalà, ad esempio, che si usa molto nel Potentino; il pane di Matera, che subisce le contaminazioni pugliesi e la polvere dei peperoni cruschi di Senise, di derivazione calabrese.

Il baccalà, per le popolazioni dell'entroterra Lucana, essendo lontana dal mare, diventò, in epoche passate e povere, un'alternativa alla carne.Viene conservato sia attraverso essiccazione che con salagione. Il pane di Matera, un prodotto certificato I.G.P., prodotto solo con semole autoctone, quali le varietà Cappelli e il Duro Lucano. Viene preparato solo con lievito madre e la sua mollica risulta di un delicato colore giallo paglierino.


mercoledì 18 aprile 2018

Rigatoni al sugo Molisano

Non so perché ma, quando penso ad una regione italiana da me visitata, mi affiora il ricordo del cibo.
Quando sono andata in Molise ho gustato questo piatto e ora, prima che arrivi il caldo, mi è venuta l'idea di cimentarmi in questa preparazione, per allietarmi e allietare i miei commensali.
Per molti anni abbiamo considerato il Molise un'appendice dell'Abruzzo. E' una regione con caratteri montuosi e marittimi. Da sempre considerato povero; un tempo prevalentemente sostenuto dalla pastorizia e da un agricoltura piuttosto povera. Ancora oggi si riconosce una forte impronta contadina; ancora oggi è molto viva e praticata la transumanza delle pecore, ed è per questo che anche nella cucina si percepiscono gli influssi delle regioni confinanti: Abruzzo, Campania e Puglia.

 Avendo una grande tradizione nell'allevamento, il Molise vanta un primato per gli eccellenti insaccati; in particolare la ventricina. Non possiamo dimenticare il suo olio eccellente, tanto da ottenere il marchio DOP. Un sugo che ricorda molto il ragù napoletano e che si compone da più tipi di carne, che la domenica o nei giorni di festa, fungeva da ricco secondo piatto. La tradizione vorrebbe che questo sugo venisse servito con i cavatelli, ma, credetemi, anche con i rigatoni ci sta benissimo!


venerdì 13 aprile 2018

Triglie alla livornese

Una ricetta semplicissima che, come si evince dal nome, è tipica della città di Livorno. La triglia si divide in due tipologie in base alla sua provenienza: di scoglio e di fango. Queste "mie", nello specifico, sono di scoglio. Le triglie hanno una carne delicatissima e per questo vanno trattate e pulite con attenzione. L'unica pecca, se di pecca si può parlare, sono le lische, abbondanti. Un pesce che si presta a molte preparazioni, e che, in questa ricetta si sposa con un saporito sugo di pomodoro.


domenica 8 aprile 2018

Spaghetti alla puttanesca... Per quanti modi di fare e rifare


Ci sono versioni contrastanti e diverse diatribe riguardo il nome di questo primo piatto. Si racconta che il proprietario di una casa di appuntamenti napoletana preparasse per i suoi clienti, in attesa del proprio turno, questo primo piatto che oltre ad essere saporito è caratterizzato da un basso costo e una facile reperibilità delle materie prime. La versione più accreditata, e meno colorita, è quella che racconta dell'architetto ischitano Sandro Petti, proprietario di una trattoria che, una sera, mentre chiudeva il locale arrivarono dei clienti affamati; provò invano a respingere gli avventori non avendo nulla da cucinare ma loro insistettero, chiedendo una "puttanata qualsiasi". Lui preparò con pochi ingredienti un delizioso piatto che chiamò appunto alla puttanesca. Questo piatto è diventato un must della tradizione napoletana e famoso in tutto il mondo.
Con la cuochina, Anna e Ornella, all'appuntamento mensile, rendiamo omaggio a questa ricetta sfiziosa.


giovedì 5 aprile 2018

Crostata al cioccolato misto

 Oggi una crostata del riciclo. Il riciclo in questione è il cioccolato delle uova pasquali. Credo che a tutte le famiglie avanzi del cioccolato dalla Pasqua, sia fondente, al latte, bianco o con le nocciole. Nel mio caso, mi sono ritrovata con un grande contenitore con cioccolato misto e così ho pensato di usarne un po' per questa delizia. Il cioccolato, che deriva dai semi della pianta del cacao, ha origini antichissime; viene associato all'epoca dei Maya. Per quella popolazione, questi semi erano così preziosi da essere usati come monete. Ancora oggi viene apprezzato anche per le sue proprietà nutrizionali e benefiche. In questo dolce ho usato cioccolato al latte assieme a quello fondente ma, naturalmente, la fantasia e la necessità può suggerire altri tipi di cioccolato.


venerdì 30 marzo 2018

giovedì 22 marzo 2018

Risotto con cavolo nero

La stagione del cavolo nero sta per finire ma, prima che questo avvenga, oltre alla ribollita, tipica zuppa toscana, preparo dei minestroni, delle torte salate, frittate e, perché no, un gustosissimo risotto. Il cavolo nero con le sue foglie bitorzolute è un concentrato di proprietà benefiche. Molto ricco di vitamine, sostanze antiossidanti e sali minerali. Un prodotto, tra l'altro, molto versatile. Si coltiva soprattutto nelle zone dell'Italia centrale. Da qualche anno è facile trovarlo anche al nord. Lo uso spesso per la gioia dei miei famigliari.


giovedì 15 marzo 2018

Crostata con confettura di ciliegie e ricotta



L'idea di questa crostata  m'è venuta davanti ad una bancarella di formaggi. Di sabato, nella mia città, in un meraviglioso parco, viene allestito un mercatino di produttori a chilometro zero. Si trovano verdure, frutta, formaggi e carni. Insomma tutto, dal produttore al consumatore. Mi fermo davanti alla bancarella dei formaggi, vedo questa ricotta di pecora freschissima e subito ho avuto le idee ben chiare su come utilizzarla.


venerdì 9 marzo 2018

Laugenbrot


Ricordate i panini di Heidi? Quei bocconcini morbidi ma con una crosticina sottile, scura che nell'immaginario collettivo si identificano con il cartone animato. In realtà la traduzione del loro nome ha un significato prosaico: laugenbrot = lisciva. Infatti dopo aver impastato e modellato i panini, venivano immersi in una soluzione di soda caustica. Ora si opta per una soluzione, ovviamente più sicura, di acqua e bicarbonato. Sono originari del Sud Tirolo ma si trovano anche in Austria e in Germania. La prima volta che li ho mangiati è stata a Vienna. Posso dire con tranquillità che insieme ai Bretzel lo considerano il loro pane nazionale. Li ho fatti leggermente più grandi di quelli che si trovano nelle "Backerei", visto che li uso per gli hamburger.


lunedì 5 marzo 2018

Involtini di verza con riso integrale

Amo da sempre utilizzare i prodotti stagionali e ho trasferito questo amore anche alla mia famiglia. Cosa c'è di più invernale del cavolo verza? Un ortaggio che migliora e diventa più tenero dopo aver subito la prima gelata.
La verza, poi, è adatta alle diete ipocaloriche perché molto saziante e quasi priva di calorie. Inoltre è ricca di vitamine e di sali minerali come il potassio, il calcio e lo zolfo (quest'ultimo, colpevole dell'odore particolare che emana nella cottura). Diuretica per il basso contenuto di sodio oltre a dare un buon apporto di potassio. Il suo contenuto di vitamina C e E fa si che sia antiossidante. Questa è un'altra  ricetta fatta per Fruit 24. Un progetto promosso da Apo Conerpo, un'importante associazione di produttori ortofrutticoli e cofinanziato dall'Unione Europea e dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che vuole promuovere e informare il consumatore sull'importanza di introdurre frutta e verdura nella dieta, e a tutte le ore del giorno.


giovedì 1 marzo 2018

Crostata di mele rivisitata

Oggi il mio blog compie nove anni e lo voglio festeggiare con questo dolce che ha inaugurato il nuovo progetto di "D La Repubblica".
Un appuntamento mensile dove esploreremo le, da tutti tanto amate, crostate. Preparazione antica, nata dolce a Venezia dopo l'anno mille, quando le navi della Serenissima cominciarono a importare in laguna lo zucchero dall'Oriente. Dal mio ricettario un po' stropicciato e profumato di vaniglia usciranno le tante ricette di crostate, dolci e salate, che ho preparato mille e mille volte, per la gioia dei miei figli e nipoti, ma anche di mio marito, mio fedele e imparziale assaggiatore da molti anni. Sono una nonna e quindi per questo primo appuntamento vorrei portarvi, come faccio sempre con i miei nipoti, nel mondo incantato delle favole. Per un attimo provate a chiudere gli occhi insieme a me. Siamo in una piccola casa nel bosco; una giovane fanciulla con un candido grembiulino bianco, sta diligentemente miscelando burro, zucchero, uova e farina. Vuole fare una crostata per i suoi 7 piccoli ometti che stanno lavorando nella miniera di pietre preziose. All'improvviso...toc, toc! qualcuno bussa alla porta. E' una vecchia signora vestita di nero con un cestino di mele rosse e succose, proprio l'ingrediente giusto per completare la crostata... La favola va avanti così, la conosciamo un po' tutti; la ricetta, che mi piace pensare stesse preparando Biancaneve, forse no, e allora eccola con un mio tocco personale. Spero vi piaccia.


lunedì 26 febbraio 2018

Spaghettoni al sugo di finocchio

Ricevo un invito a pranzo da un'amica; ci sediamo a tavola; mi offre un piatto di pasta descrivendomi il condimento a base di finocchi. Storco un po' il naso ma non è mia abitudine rifiutare il cibo per un pregiudizio personale. Ebbene...è stata una gradevolissima sorpresa che, ormai, ripeto a casa spesso, nella stagione propria dei finocchi. Da non dimenticare, poi, che il finocchio ha proprietà depura èricco di vitamine, è ipocalorico; insomma una fonte straordinaria di virtù benefiche.


venerdì 16 febbraio 2018

Ciceri e tria

Un primo piatto della tradizione pugliese; per l'esattezza salentino. Un piatto particolare, per la cottura della pasta che viene in parte fritta; questo il motivo per cui viene identificata con il termine tria, che nel Salento significa fritta, appunto. Un piatto povero, ma sostanzioso, dove l'ingrediente principe sono i ceci. Era conosciuto anche come "massa di S. Giuseppe" perché in tempi passati veniva servito ai poveri, il giorno di S. Giuseppe. In certi paesi del Salento questa usanza si è mantenuta a tutt'oggi.


domenica 11 febbraio 2018

Lagane e ceci... Per Quanti modi di fare e rifare

Lagane e ceci, un primo piatto antico e molto diffuso in quasi tutto il meridione. Lo si può mangiare in Campania, nel Cilento, in Calabria, ma soprattutto in Basilicata. Si narra che questo piatto fosse amato dai briganti che si aggiravano per i boschi del Vulture in Lucania e che fossero soprannominati "scolalagane" per la loro grande passione e ingordigia per questa pasta.
 Con la cuochina, Anna e Ornella  siamo approdate in Basilicata per riprodurre questo delizioso piatto tradizionale. La lagane, in realtà, sono delle tagliatelle larghe (quasi pappardelle) fatte con un impasto di acqua e farina. Come tutte le ricette regionali, ogni paese o, addirittura ogni famiglia, ha la propria versione. C'è chi mette il pomodoro e chi no; chi i peperoni cruschi e chi li omette. Per non farmi mancare nulla li ho inseriti nella ricetta entrambi. Per onor di cronaca, confesso di aver comprato le lagane pronte.


lunedì 5 febbraio 2018

Vellutata di zucca con fagioli cannellini

 Lo so, la stagione della zucca è quasi finita ma, siccome a me e ai miei famigliari piace molto ed essendo una"ragazza" molto previdente, la congelo. Posso anche preparare una vellutata per poi metterla nei contenitori e...via in congelatore!. Quando la tolgo e la devo servire, qualche volta, la modifico. Posso preparare un risotto, una minestra oppure essere utilizzata per altre preparazioni. Questa è una vellutata con i fagioli cannellini. Spesso la faccio con i ceci.


lunedì 29 gennaio 2018

Plumcake con confettura di pere




La confettura di pere è la più ambita dai miei figli pur non disdegnando altre tipologie di frutta (l'importante che sia fatta da mamma). Quest'anno, poi, ne ho fatta in quantità esagerate e con diverse tipologie di pere. Questa, nello specifico, è di pere abate. Dunque, dicevo di averne fatta in grosse quantità e perciò ho pensato di inserirla anche nell'impasto del plumcake. L'idea l'ho avuta quando sono stata contattata per il progetto Fruit 24.

Questo progetto che coinvolge molte/i foodblogger, è stato promosso da APO Conerpo, un'associazione di prodotti ortofrutticoli e cofinanziato dall'Unione Europea e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Un progetto che vuole informare il consumatore dell'importanza di inserire la frutta e verdura in diversi momenti della giornata e in modo piacevole. Difatti i menù di Fruit 24 sono fatti per suggerire ricette per le diverse fasce orarie e per stagionalità dei prodotti.


martedì 23 gennaio 2018

Cavatelli con funghi porcini

Ad essere sinceri questo impasto era destinato ad una ricetta di orecchiette. Ammetto, non senza un minimo di vergogna, che non ce l'ho fatta. Non mi perdo d'animo...ritenterò. Butto via l'impasto? Giammai e allora vai con i cavatelli. Dopotutto sono facili da fare. Ho messo tutta semola ma, per velocizzare la cottura, si possono fare con metà farina debole. Naturalmente in questa stagione si usano i funghi congelati.
Questa ricetta e molte altre (non solo le mie) le trovate anche Qui


domenica 14 gennaio 2018

Gnocchi alla romana... Per quanti modi di fare e rifare



Quest'anno la cuochina, assieme ad Anna e Ornella con noi blogger (e non), hanno deciso di rivisitare ogni mese un primo piatto della variegata cucina italiana. Come non iniziare con la nostra amata Capitale?
Onoriamo la sua cucina con gli gnocchi di semolino; piatto tipicamente laziale. Un piatto che definirei eclettico in quanto si presta a diversi condimenti, ma il più classico viene preparato con burro e parmigiano dopo essere stati impastati con semolino, tuorli e parmigiano. Questo non è certamente un piatto light ma sicuramente saporito e sfizioso.
Si racconta che questo piatto, nelle osterie romane, veniva servito il giovedì (forse anche ora?) per il detto: "giovedì gnocchi, venerdì baccalà e sabato trippa"; si pensava appunto di restare leggeri il giovedì per prepararsi ai giorni successivi con piatti ritenuti, ingiustamente, più pesanti e ritenendo il semolino un ingrediente da ospedale.


martedì 9 gennaio 2018

Cucinare per Piacere, per Mestiere


Il primo post dell'anno lo voglio dedicare a questo grande evento-manifestazione, che si terrà nella mia Regione. Esattamente a Pordenone. CUCINARE si conferma l'evento fieristico gastronomico del Nord Est per antonomasia.



Questi sono i primi nomi della STARS COOKING ARENA di Cucinare 2018!
Chef stellati italiani, importanti ospiti stranieri, le eccellenze del territorio saranno protagonisti di un ricco calendario di incontri e Show Cooking con la guida del direttore artistico Fabrizio Nonis.
Inoltre anche quest’anno ci sarà l’area VINUM, con 20 produttori provenienti da diverse regioni italiane, tra i quali Canus, Villa Crine, Colmello di Grotta. Confermata anche l’area delle birre artigianali Beer&Co.
Vi darò ulteriori informazioni nei prossimi giorni. Vi parlerò dei nuovi chef che saranno con noi all'attesissimo evento.