giovedì 11 luglio 2019

Panzanella




Pur non essendo toscana adoro la panzanella. Devo confessare che ho iniziato a preparare piatti con il pane sciapo da quando un caro amico di mio figlio me l'ha fatto apprezzare. Questi, un maremmano docg (denominazione origine controllata garantita) che dopo aver esercitato per 40 anni la professione di chirurgo, si è dato ora, quasi a tempo pieno alle due delle sue innumerevoli passioni; la cucina e l'enologia. Si reca molto spesso a Massa Marittima suo paese natale e quando rientra in Friuli ricorda sempre di portarmi il pane; per questo motivo, ne ho sempre in congelatore.

La panzanella nasce come piatto di recupero e perciò povero. Viene attribuito ai contadini che recuperavano il pane secco bagnandolo con acqua e aceto unendo le verdure raccolte nei loro orti.
Questo, con la pappa al pomodoro e la ribollita, è uno dei piatti più conosciuti della Toscana. Il nome invece è incerto; si pensa provenga dal suo contenitore (la zuppiera) e il pane stesso. Insisto anche nel dire che per questo piatto il pane deve essere preferibilmente toscano, sciapo e secco.


venerdì 5 luglio 2019

Zucchine sottolio



Ho già raccontato del corso fatto alla scuola di cucina "La Cogarie"  con il metodo "Morandin" per sottòli, sottaceti, marmellate e confetture. Non nascondo che ho già iniziato a riempire la dispensa. In questo periodo si trovano le migliori verdure estive come zucchine, melanzane, peperoni ecc...
Ricordo che le conserve si facevano per necessità di avere le verdure estive anche nella stagione invernale; ora. a dire la verità, lo si fa per il piacere di averle perché, volendo, si trovano tutto l'anno anche se il sapore cambia completamente. Confesso che ho fatto delle varianti. Ho voluto provare a fare il sottovuoto anche nei sottòli, per quanto mi avevano caldamente sconsigliato. Mi dicevano che l'olio avrebbe cambiato colore e sapore. Ho voluto comunque provare (testarda di una testarda!) e il risultato è stato più che soddisfacente. Inizio lavando benissimo i vasetti, li lascio bagnati e li metto in forno a 100° per circa un'ora partendo da forno freddo e calcolando l'ora dalla raggiunta temperatura. Ora vi descrivo la ricetta e come ho fatto il sottovuoto.


venerdì 28 giugno 2019

La Cogarie




 "...Non si finisce mai d'imparare...", una frase che mi si addice perfettamente anche perchè sono sempre curiosa di conoscere cose nuove. Girovagando per il web mi sono imbattuta nella pubblicità di una delle tante scuole di cucina della mia città.: La Cogarie, che tradotto in italiano significa "il luogo dove sta la cuoca". Non so per quale motivo si è accesa una luce, forse feeling? Ho contattato subito Cinzia, la padrona di casa dell'associazione, frequentata da tanti appassionati di cucina, non necessariamente cuochi di professione. Mi ha descritto i corsi in programma, molti dei quali, purtroppo, per una serie di circostanze negative, non avrei potuto frequentare. Fortunatamente, però, nei giorni 8 e 9 giugno ero libera da impegni e, quindi, mi sono iscritta al corso di marmellate, confetture e sottoli con Francesca Morandin, per scoprire l'insuperabile "Metodo Morandin" che dona alle confetture e marmellate il sapore della frutta appena colta. 

Quando mio figlio e mia nuora hanno assaggiato la marmellata di arance con le zeste, hanno confermato che non c'è paragone con la solita marmellata. Assieme alla mamma di Francesca, la signora Rosi, abbiamo preparato dei deliziosi sottoli e sottaceti, antipasti con il tonno e ancora asparagi, peperoni, melanzane e, addirittura, il cavolo viola. Ad un certo punto è intervenuto anche il signor Rolando che, fuori corso, ci ha insegnato a preparare delle deliziose gelatine: mai mangiate così buone.

Vorrei tornare un passo indietro e raccontarvi del mio arrivo alla casa di Cinzia. Arrivo e mi trovo in posto da fiaba, una casa immersa nel verde alla periferia di Udine. Mi accoglie Cinzia, una sorridente e riccioluta giovane signora, calorosamente. Mi invita ad entrare nella sua casa, una casa dove sembra che il tempo si sia fermato.

Voglio anche precisare che con l'iscrizione ai corsi ci si associa automaticamente (la tessera costa 5 euro all'anno; un'inezia). Con la tessera si accede gratuitamente a delle serate a tema per scoprire un prodotto o anche una ricetta del territorio presentate da un produttore locale.